Perché sostenere ancora I Primi Saranno Gli Ultimi

Il processo di produzione e di post-produzione de I Primi Saranno Gli Ultimi presenta delle intrinseche difficoltà. Tra queste, alcune dipendono dai nostri limiti, dalla difficoltà di far funzionare un gruppo piuttosto ampio di professionisti ma almeno una è al contempo anche una ricchezza, perché  è la grandezza e la sorpresa delle storie che stiamo raccontando. Abbiamo riaperto già due volte la produzione del film, la prima volta nel Luglio 2016 quando siamo andati ad intervistare Diviso Marinelli a Mantova. Diviso non era un volontario repubblicano ma un soldato del CTV fascista e dunque non sarebbe dovuto rientrare nel nostro racconto ma Diviso aveva una testimonianza importante da darci: suo cugino, Esino Marinelli, volontario del battaglione Garibaldi, era morto a Guadajara, nella stessa battaglia in cui aveva combattuto anche Diviso. E questa coincidenza o beffa del destino a noi sembrava un evento simbolico che non poteva restare sepolto solo negli archivi, ci convocava ad un approfondimento a cui non ci siamo sottratti. La seconda riapertura della produzione è avvenuta nel mese di Novembre del 2017 quando “il caso” ha voluto che l’anziano ex brigatista spagnolo, Virgilio Fernandez del Real, tornasse dal Messico per pochi giorni in Spagna per sistemare alcune questioni personali. Sapevamo della sua esistenza sin dal 2015 ma il fatto che vivesse così lontano da noi ci aveva impedito di incontrarlo: ancora una volta abbiamo salutato questo coincidenza come un appuntamento a cui non potevamo mancare, non lo abbiamo mancato e ne siamo felici. Appena tornati da Madrid veniamo a sapere che un ex volontario britannico delle Brigate Internazionali, Geoffrey Servante Morrison, di cui si erano completamente perse le tracce sarebbe ancora vivo e questa cosa ci ha messo nuovamente in fibrillazione. Abbiamo chiesto alle persone con lui in contatto di chiedere il permesso alla sua famiglia di incontrarlo perché, giunti a questo punto, il nostro racconto può ambire ad intrecciare le storie di tutti i superstiti repubblicani volontari, che ormai sono restati davvero pochissimi. Resterebbe ancora, vecchissimo, 104 anni, e lontanissimo, in Canada, un attivista canadese del POUM, William Krehm, che non sappiamo se il destino e le risorse ci riservano di incontrare. Abbiamo già provato una volta la sensazione di arrivare con pochi giorni di ritardo al nostro appuntamento con la storia, come ci è accaduto con Ada Grossi, la speaker di Radio Libertad, che è venuta a mancare pochi giorni prima che potessimo incontrarla e conosciamo quella sensazione di sconfitta e di perdita che produce e non vorremmo più provarla.

Per tutto quanto riguarda quel che è nelle nostre possibilità, lo stiamo facendo e lo continueremo a fare. Il film si farà, al meglio delle nostre capacità, e questo dipende da noi. Alcune storie e alcune possibilità del film dipendono anche dal supporto che vorrete continuare a darci. In ogni caso avete già fatto molto, ne siamo consapevoli e procediamo determinati verso il nostro comune obiettivo. Grazie.

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